Sigaretta elettronica fa male? Ecco alcune informazioni utili!

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Negli ultimi anni le sigarette elettroniche hanno trovato un grande riscontro tra i fumatori. Di fatto, sono state commercializzate in Cina nel 2003, mentre in Occidente hanno cominciato a diffondersi a partire dal 2006, diventando una valida alternativa per milioni di persone alle tradizionali sigarette, poiché convinte che il vapore inalato sia meno dannoso rispetto al fumo di tabacco.

Ma la sigaretta elettronica fa male? L’AIRC ha fatto sapere che, seppur non privo di rischi per la salute, il vapore emesso dalle sigarette elettroniche è meno dannoso rispetto al fumo prodotto dalla combustione del tabacco.

La stessa cosa è stata sostenuta, il 27 dicembre scorso in una campagna di sensibilizzazione della Public Health England, un’agenzia governativa del dipartimento della Salute del Regno Unito, che invitava i fumatori ad iniziare ad utilizzare le sigarette elettroniche per smettere di fumare, mettendo in luce il fatto che test di laboratorio hanno dimostrato che le sigarette elettroniche producono meno danni ai polmoni di quelle tradizionali.

Un argomento che fa molto discutere

Recenti studi hanno dimostrato che usare la sigaretta elettronica è assai meno dannoso che fumare, e che farlo per molto tempo è una cosa abbastanza sicura, che può essere addirittura comparata all’impiego di prodotti alla nicotina, come cerotti o gomme da masticare. Tuttavia, bisogna dire che il dott. Jerome Adams, Chirurgo generale degli Stati Uniti, si è detto estremamente preoccupato per l’ampia diffusione delle sigarette elettroniche tra i giovani, i quali ne sottovaluterebbero i rischi per la salute.

Ed effettivamente, un sondaggio condotto dal National Institute on Drug Abuse ha recentemente rivelato che nel 2018 l’incremento dell’uso di tali dispositivi per il fumo tra gli studenti di età compresa tra 15 e 18 anni è stato il più alto mai registrato per qualunque altra sostanza in 44 anni. Di fatto, negli USA la sigaretta elettronica è un argomento molto discusso. In particolare sembra che ad essere di moda siano quelle dell’azienda Juul, tanto che è stato coniato il verbo to juul, che vuol dire, appunto, “fumare una sigaretta elettronica”, simile al nostro “svapare“.

Si spiega, quindi, il perché lo scorso settembre, la Food and Drug Administration (FDA), abbia parlato di una vera e propria epidemia. Dunque, negli Stati Uniti c’è un allarmismo generalizzato che non si riscontra nel Regno Unito, ma ciò è dovuto al fatto che per gli Inglesi la nicotina non è la sostanza più dannosa presente nel tabacco, mentre per gli Americani è pericolosa, soprattutto per il sistema nervoso.

Considerazioni generali

Essendo la diffusione delle sigarette elettroniche ancora un fenomeno recente, la letteratura al riguardo è piuttosto limitata. Per tanto, è difficile riuscire a dire con certezza, se tali dispositivi siano effettivamente nocivi o meno. Tuttavia, è possibile affermare che, dato che a differenza delle classiche sigarette non contengono tabacco e carta, di certo riducono il rischio di cancro generato dalla combustione. Infatti, funzionano con un liquido composto da acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altri aromi, che viene inalato sottoforma di vapore.

Inoltre, va detto che può contenere nicotina in dosi differenti, ma tale sostanza può essere anche completamente assente. Per quanto riguarda la tossicità, secondo l’AIRC, il rischio maggiore dovrebbe sopraggiungere da glicerina e glicole propilenico, che riscaldati produrrebbero formaldeide e acetaldeide, due sostanze potenzialmente cancerogene, che però con le sigarette elettroniche vengono assunte in piccole quantità.

Alcuni studi, tuttavia, hanno messo in evidenza che un utilizzo prolungato di tali dispositivi può causare infiammazioni a livello del sistema respiratorio. Di fatto, non c’è ancora nessuna certezza in merito all’utilizzo delle sigarette elettroniche, per tanto la cosa migliore è non abusarne.

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